Le Tastiere
Le tastiere
(o "manuali") possono essere di numero
variabile: da un minimo di una ad un massimo che puo'
arrivare a sette (come l' organo di Atlantic-City, che e'
il più' grande nel mondo).
Ai lati delle tastiere (o, più' raramente, nel frontale di
esse) vi si trovano i registri, che comandano le
corrispettive file di canne.
La forma estetica di questi ultimi, puo' presentarsi in
diversi modi: a "placchetta" (come gli interruttori della
luce), a "linguetta", a "pomello", a "tirante", ecc.
Alla base della consolle vi si trova la pedaliera, che e'
una particolare tastiera (con tasti di legno molto lunghi),
alla quale sono collegate le canne più' grosse dello
strumento (i bassi).
Essa viene suonata dall' organista per mezzo dei piedi:
questa affermazione potrebbe sembrare umoristica e
denigrante, ma, se osserviamo un esecutore mentre suona, ci
rendiamo conto che essa svolge una funzione molto
importante.
Infatti, con l'evoluzione della letteratura organistica nel
corso dei secoli, dal semplice compito di "supporto tonale"
(cioe' quello di tenere abbassati, per periodi più' o meno
lunghi, i tasti della parte più' grave delle tastiere) e'
arrivata a svolgere delle parti musicali propriamente sue,
con una partitura ben definita.
A conferma di cio', se analizziamo uno spartito di musica
per organo, notiamo che i pentagrammi sono riuniti a gruppi
di tre: uno riguarda la mano destra, un altro la mano
sinistra, e l'ultimo (quello più' in basso) la pedaliera.
Le tastiere possono essere: