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Le canne di un organo

 

Le canne di un organo sono 'tubi' di forme e materiali più disparati, e costituiscono il vero corpo fonico dello strumento.

La loro lunghezza determina l'altezza delle note emesse, mentre il diametro, la forma, ed il materiale con il quale vengono realizzate, determinano il timbro.

Per quanto concerne la lunghezza basta dire che più le canne sono alte, più il suono e' grave (e viceversa).

Per rendere meglio l'idea di quanto e' stato affermato: nell' organo, tra i vari registri (registro = fila di canne con timbro omogeneo, con numero pari all' estensione della tastiera a cui sono collegate), ve ne e' uno denominato "Ripieno", al quale corrisponde un suono molto acuto che viene emesso da canne non più' alte di una matita; invece ve n'e' un altro denominato "Gran Basso", al quale corrisponde un suono estremamente grave, emesso da canne che (negli organi più' grandi) possono raggiungere quasi i 20 mt. di altezza!

Nella tecnica organaria mondiale, la lunghezza delle canne viene misurata con l'unita' di misura inglese "piede" (33 cm.), ad eccezione dei Paesi di dominazione spagnola, in cui sovente usano l'unita' di misura "palmo" (20 cm. circa).

Per quanto concerne il timbro (siccome e' determinato da più' fattori), il discorso e' un poco più' complicato: per semplificarlo, riportiamo il seguente schema:

Diametro -----> Largo = timbro dolce Stretto = timbro aspro
Forma -----> Cilindrica = timbro aperto Strozzata = timbro nasale
Materiale ----->Metallo = timbro chiaro Legno = timbro cupo

Questa descrizione riguarda le canne appartenenti alla famiglia delle "LABIALI" (cioe' quelle più' comuni, che, poco al di sopra della loro base, vi e' un taglio trasversale, da cui esce il suono).

Infatti vi e' un' altra famiglia di canne, che hanno forma e funzionamento del tutto diversi dalle precedenti: le "ANCE" (Tromba, Clarino, Oboe, Fagotto, Bombarda, ecc.).

Le canne ad ancia, si presentano generalmente come un lungo cono rovesciato, alla cui base (dentro l'imboccatura) vi e' inserita una lamina vibrante di ottone (ancia).

In questo caso, essendo la lamina a generare il suono, la canna ha solo lo scopo di amplificare, come una cassa armonica: tant' e' vero che una canna ad ancia potrebbe suonare anche senza la "tuba" (nome tecnico della canna), ma avrebbe un suono mediocre e con scarsa potenza.

Questo tipo di registri sono i più' fortemente sonori dello strumento, ma sono soggetti ad un fastidioso inconveniente: si stonano molto frequentemente.

Dalle note sopra riportate, ci si accorge che un organo necessiti di un gran numero di canne: perche' OGNUNA RIPRODUCE UN SOLO ED UNICO SUONO, e non un altro.

Esempio: una canna di Flauto non puo' fare anche il suono di una Viola, ne' quello della Tromba, ne' quello dell' Ottavino.

Conseguentemente a cio', più' sono numerose le file di canne, più' l'organo e' grande.

E qui cadono nel tranello coloro che non hanno competenza in questa materia: credono che il numero complessivo delle canne di un organo sia limitato a quelle che si vedono nel frontale dello strumento.

MOLTO SPESSO LE CANNE DI "FACCIATA" SONO FINTE!

Infatti esse adempiono due compiti molto importanti:

1) RIPARARE DALLA POLVERE le canne vere, celate dietro la facciata (in quanto la polvere e l' umidita' sono i nemici più' temibili di ogni organo) ;

2) FUNZIONE ESTETICA poiche' le canne vere vengono disposte con un ordine tecnico (per nulla estetico).

Ritornando all'affermazione che più' sono numerose le canne, più' l' organo e' grande, aggiungiamo che uno strumento per essere sufficiente per svolgere il servizio Liturgico, deve disporre di almeno 800 canne; invece per l'uso concertistico, deve averne più' di 2.000

Citiamo qualche esempio.

- Cattedrale di Parma: 2 tastiere, 21 registri, 1.400 canne circa;
- Steccata: 4 tastiere, 63 registri, 4.371 canne;
- Duomo di Milano: 5 tastiere, 156 registri, 15.113 canne;
- Auditorium di Atlantic City: 7 tastiere, 983 registri, 33.112 canne.